ingresso: ingresso libero
Luca Perciballi: chitarra, elettronica, programmazione Agenti AI, corpo.
Luca Perciballi – Kinetic Needs
Kinetic Needs è una performance elettroacustica che esplora il corpo del performer come fulcro primario della generazione musicale. Il progetto traduce una concezione enattiva dell'improvvisazione all'interno di un ecosistema tecnologico.
La performance si inserisce nell'ambito della ricerca accademica su embodiment, interazione uomo-macchina (HCI) e improvvisazione. In questa occasione, il lavoro dialogherà con lo spazio e le suggestioni visive del vernissage della mostra di Franco Furoncoli, ospitata all'interno del Festival Parmafrontiere 2026. L'evento esprime una spiccata componente multimodale. Nei modi richiama l’operatività della macchina fotografica, mentre nei risultati evoca le medesime atmosfere suggestive.
Kinetic Needs indaga l'atto del "pensare attraverso il corpo" e progetta l'interazione tecnologica a partire dalla fisicità del musicista. Il performer agisce all'interno di un sistema di dispositivi "0-1". Questi elementi sono caratterizzati da comportamenti binari del tipo on/off. Di conseguenza, l'azione legata all'impulso (onset-based) viene interpretata come un vincolo radicale nel rapporto con lo strumento.
In questo ambiente, il musicista diventa il motore cinetico della musica. Il movimento fisico deve essere continuo e spazia dai macro-movimenti dell'intero corpo fino ai micro-gesti strumentali. Questa continuità diventa una condizione strettamente necessaria per sostenere il discorso musicale e innescare le risposte del software.
Al contrario, la stasi e il riposo sono integrati come veri e propri elementi strutturali. Nel momento in cui il performer si ferma, un agente software AI corpus-based prende il controllo della scena. La macchina rielabora e improvvisa in totale autonomia, partendo dai materiali sonori catturati in tempo reale fino a quel momento. Il sistema integra routine di Machine Learning. L'itinerario sonoro si evolve costantemente attraverso agenti di ascolto artificiale (machine listening), i quali tracciano in tempo reale le caratteristiche chiave dell'audio e si concentrano in particolare sull'ampiezza e sulla densità della performance.
Mostra di Franco Furoncoli
JAZZ BIANCO/JAZZ NERO é JAZZ IN BIANCO E NERO
Le fotografie sono state scattate durante la grande stagione dei concerti Jazz in Italia t nella seconda metà dei '60.
In quel periodo i "grandi" del Jazz compivano i loro primi tour in Europa. Milano, Bologna, Sanremo erano le sedi preferite dei Festival Internazionali in cui si esibivano più artisti; a Parma in quello che allora era il Cinema Orfeo ci fu una serata "tutto pieno" con Gerry Mulligan e Dave Brubeck. E così alla passione per la fotografia si aggiunse quella per il Jazz.
Da qualche anno acquistavo dischi e attendevo con ansia, facendo il giro delle edicole, in attesa dell'uscita di "Musica Jazz", la bibbia di allora e di oggi per i fanatici Jazzofili.
Poi, finalmente, grazie all'auto di papà, ebbi la possibilità di andare ai concerti.
Un Festival memorabile fu quello del 5 Novembre del '67 a Lecco al Teatro Europa, quella sera si esibirono Miles Davis e Archie Shepp. Due mondi, due modi completamente opposti di creare musica: il Jazz dei '50 si scontrava con le prime note di quello che sarebbe diventato il FREE JAZZ, Ornette Coleman e Archie Shepp ne sarebbero diventati i protagonisti ed, allo stesso tempo avrebbero accompagnato i moti di protesta delle minoranze nere negli Stati Uniti.
Quella fu l'ultima apparizione di Miles in "giacca e cravatta": da lì a due anni si sarebbe presentato in tutt'altro modo. Shepp d'altra si presentò in tunica africana.
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"Nella mostra esporrò circa cinquanta fotografie tra i quali: Mingus, Duke Ellington, Cecil Taylor, Dizzy Gillespie, Art Tatum, Ornette Coleman ed altri.
Alcuni video con le immagini saranno proiettati su TV nella sala della mostra. Se possibile mostrerò alcuni libri dell'epoca ed alcune copertine dei dischi, corredate con le critiche sui quotidiani.
Con la mostra intendo testimoniare la passione di un " Giovane Franco" che ha avuto la fortuna di vivere quegli anni e di ritrovarsi 60 anni dopo, a rivivere quei tempi ritrovando le stesse emozioni di quando, appena ritornato a casa, mi nascondevo nella mia Camera oscura ricavata in cantina a sviluppare le foto appena scattate".
Per info: ParmaFrontiere 0521/238158 - 0521/1473786 info@parmnafrontiere.it