MARIO PIACENTINI + KUDSI ERGUNER | PIERRE RIGOPOULOS

ingresso: Intero € 15,00 / Ridotto € 12,00

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artisti

Mario Piacentini | pianoforte

 

KUDSI ERGUNER | PIERRE RIGOPOULOS

Kudsi Erguner | flauto ney

Pierre Rigopoulos | percussioni

MARIO PIACENTINI

Kryptikós

L’articolata carriera di Mario Piacentini lo ha visto protagonista sia quale componente di diverse formazioni sia nella dimensione solistica, nell’ambito della quale ha realizzato, tra l’altro, l’incisione discografica titolata Igarclau e salutata da Giorgio Gaslini con queste parole: “finalmente un disco di un vero pianista”. La sua qualità di interprete è stata evidenziata in diverse occasioni: “tocco, articolazione delle frasi e progressioni armoniche rivelano una superiore padronanza della tastiera” (Ernesto de Pascale); e ancora “il pianismo di Mario Piacentini brilla soprattutto per una qualità: l’intensa libertà interiore, il tentativo di uno scavo profondo dentro le note e più ancora dentro l’animo di chi suona e di chi ascolta.” (Maurizio Franco). In merito al progetto Kryptikós, Piacentini lo descrive così: “linguaggi a prima vista incomprensibili nascondono contenuti difficili da decifrare e non sempre decodificabili. Aprono quindi possibilità alternative e sperimentali nella ricerca di senso”.

 

a seguire

KUDSI ERGUNER | PIERRE RIGOPOULOS

Yol “Sufi Invocations”

Yol (viaggio, percorso) è un progetto nato nel 2013 per l'Università di musica Franz Liszt Weimar - Transcultural Music Studies, grazie al coinvolgimento di due musicisti come il turco Kudsi Erguner e il franco-greco Pierre Rigopoulos. Kudsi Erguner è un esperto di musica mevlevi e sufi. In particolare, è un virtuoso del flauto più comunemente noto come Ney. Erguner onora la sua tradizione di famiglia seguendo la guida di suo nonno e suo padre, impegnato a promuovere la sua tradizione con la sua scuola Ney a Parigi. Fra le sue collaborazioni si ricordano quelle con Peter Gabriel, Maurice Béjart e con il regista Peter Brook. Pierre Rigopoulos ha studiato percussioni contemporanee al Conservatorio Pantin, dove lo Zarb (tamburo iraniano) è diventato il suo strumento principale. Percussionista versatile, suona in gruppi jazz, musica tradizionale o classica per spettacoli teatrali, danza o opera. È membro dell'ensemble barocco francese “Les Musiciens De Saint-Julien”, fondato da François Lazarevitch nel 2005. “Sufismo” è il nome dato alla vita mistica dell'Islam. Un secolo dopo la scomparsa del profeta Maometto, alcuni personaggi mantennero intatta la purezza della loro fede e radunarono attorno a loro un gran numero di fedeli. Da questi primi discepoli discendono coloro che presto sarebbero stati chiamati “Sufi” (persone vestite con lana “Suf”). Iniziò così il grande movimento del “Sufismo”, all’interno del quale si formarono tradizioni distinte, “Tarikat” o “Yol”, generate dall'insegnamento di diversi maestri. Nella civiltà musulmana, queste tradizioni sufi sono sempre state una grande fonte di ispirazione per le arti, specialmente nella musica e nella letteratura. Lo sviluppo della sensibilità artistica faceva parte dell'educazione dei discepoli. I Dervisci danzanti mettevano in musica molte poesie del loro maestro, specialmente per le cerimonie di “Semâ” (o “Sama”). Questo concerto presenta musica improvvisata secondo la tradizione del makam e opere composte da maestri sufi. Per i sufi, ascoltare la musica “Semâ”, è un’invocazione di Dio e una meditazione.